Festival della Scienza 2016

Festival della Scienza 2016 (2)

Le banconote cambiano spesso di mano e non sempre sono trattate con riguardo. La tecnologia impiegata nella produzione serve anche a conferire loro una maggiore resistenza rispetto ai normali prodotti di carta. I test ai quali sono sottoposte le banconote e la carta utilizzata per produrle replicano gli attacchi chimico-fisici e gli incidenti che i biglietti potrebbero subire durante la normale circolazione. Lavaggi, accartocciamenti, esposizione prolungata a sostanze disparate o a fonti luminose molto intense sono alcune fra le tante verifiche le banconote e la carta impiegata per la realizzazione subiscono.

L'obiettivo di questi test non è dimostrare l'inattaccabilità dei biglietti. Una banconota può, infatti, usurarsi, rovinarsi, portare tante tracce diverse ma deve rimanere riconoscibile. Deve poter essere identificata come danneggiata e sostituita con una nuova, in caso di necessità. Oltre a danneggiamenti e mutilazioni involontarie, le banconote possono essere macchiate dall'azione di dispositivi antirapina.

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Un sistema per evitare furti è quello di irrorarle con inchiostro indelebile attraverso appositi dispositivi, qualora vengano forzati i contenitori che le custodiscono.
In uno scenario nazionale e internazionale caratterizzato da una crescente attenzione verso le problematiche ambientali, le istituzioni sono chiamate a dare il proprio contributo per uno sviluppo sostenibile che non comprometta la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze.
La Banca d'Italia, in linea con le migliori pratiche adottate nel contesto del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC ), già da diversi anni ha avviato un percorso sistematico volto a ridurre la propria "impronta ecologica", soprattutto nei settori di attività, quale quello della produzione dei biglietti, che possono avere conseguenze non trascurabili. Un chimico e un esperto della Banca d'Italia illustrano il ciclo di vita delle banconote,
narrando gli impatti ambientali che la produzione di carta moneta comporta e le misure messe in atto dalle banche per la loro riduzione.


Biografie

 


Francesca Barbano lavora presso la Banca d'Italia dal 1991, occupandosi di misure di sicurezza, contabilità, sistema dei pagamenti, servizi di cassa, gestione del contante e trattamento delle banconote. Da agosto 2011 a ottobre 2015, è stata responsabile dell'ufficio unificato Gestione Servizi di Pagamento della filiale di La Spezia. Laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Genova, nel 1990 è stata assegnataria di borsa di studio della Banca d'Italia.


Giuliana Drava è ricercatrice presso il Dipartimento di Farmacia dell'Università degli Studi di Genova, dove si occupa di analisi multivariata applicata a dati chimici in ambito ambientale e farmaceutico e dello studio di bioindicatori di elementi in traccia. Nella medesima università, insegna Chimica Generale ed Inorganica per il Corso di Laurea Magistrale in Farmacia. Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e in Farmacia, ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Chimiche. Ha svolto attività di docenza e consulenza scientifica presso vari atenei e centri di ricerca in Italia, Francia, Spagna e Inghilterra.


A cura di
Banca d'Italia - sede di Genova
Ingresso: Biglietti Festival
Prenotazione: consigliata

Spettri infrarossi: impronte digitali da decodificare
Come possiamo essere sicuri della qualità degli alimenti che mangiamo? L’olio che paghiamo come extravergine di oliva è in realtà solo vergine? L’omogeneizzato che diamo ai nostri figli è veramente fatto con carne di cavallo? Scopriamo uno strumento semplice e portatile che può aiutarci: lo spettrofotometro. Lo strumento si basa sull’interazione fra la radiazione elettromagnetica nel vicino infrarosso e la materia, e permette di ottenere vere e proprie impronte digitali del campione analizzato, che ci permette di distinguerlo da altri apparentemente identici. Gli spettri vengono elaborati al computer, ottenendo informazioni non percettibili dall’occhio umano, utili a distinguere prodotti apparentemente simili. La tecnologia al servizio della qualità!

Monica Casale


A cura del gruppo di ricerca in Chimica Analitica e Chemiometria del Dipartimento di Farmacia, dell’Università di Genova. Gli interessi della ricerca sono rivolti in particolare allo sviluppo ed all’applicazione di metodi analitici spettroscopici e di imaging iperspettrale, di progettazione degli esperimenti e di elaborazione dei segnali analitici attraverso tecniche di pattern recognition, con applicazioni in numerosi settori (alimentare, ambientale, clinico, beni culturali).
Laboratorio dai 14 anni
27 ottobre - 6 novembre 09:00 - 17:00 mer - ven 10:00 - 18:00 sab - mar
Cisterne di Palazzo Ducale
Piazza Matteotti, 9

 

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